Turno di notte

La notte porta consiglio ? Kruaxi a ruota libera.

Continua il divertente gioco letterario fra me e Roberto, in attesa, un domani, di un'ulteriore evoluzione più ambiziosa in cui vorrei coinvolgere anche Piero (te ne parlerò al telefono).

Il racconto precedente è attualmente in via di correzione, anche il titolo è da trovarsi.

Intanto, un nuovo incipit, e stavolta inizio io...


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Si alzò dal letto per l'ennesima volta.
Le lenzuola sudate, un'afa insopportabile. La radiosveglia a grandi numeri rossi segnava la mezzanotte e mezza, provava a dormire da quasi due ore senza successo.
"Per fortuna che domani non lavoro" pensò Marco, già sicuro che difficilmente avrebbe preso sonno prima dell'alba. Aveva sempre sofferto di insonnia notturna, e spesso la mattina si ritrovava ad essere un vero e proprio zombie.
Quei venticinque km che doveva fare per arrivare alla fabbrica erano una vera e propria benedizione; una sigaretta, un caffè al bar di Giovanni, giù al paese, e pian piano si svegliava, arrivando così alla sua centralina di comando in condizioni quasi accettabili.
In mutande, uscì nel giardinetto, e si mise a fumare seduto sulla vecchi sdraio di plastica.
"Abitare lontano da tutto ha i suoi vantaggi, è innegabile" si disse, abituato da tempo a parlare da solo. da quando Marta l'aveva lasciato, si era ritirato in quella piccola colonica dall'affitto bassissimo, a più di cinque km dalla casa più vicina. Amava la solitudine, ma quella notte si sentiva inquieto, ed avrebbe preferito vedere delle luci accese in vicinanza, delle luci provanti la presenza di altri esseri umani.
Guardò la foresta, poco illuminata da una mezza Luna dalla luce stentoria. Il vento era debole, incapace di muovere quell'aria umida ed opprimente. Ogni tanto si sentiva un gufo, poi un latrato lontano.
Si grattava la barba incolta: "Qui è proprio 'balla sui lupi", pensò, stranamente sempre più oppresso da un senso di paura che non ricordava di aver mai avuto, anzi.
Amava quel posto, amava girare nudo per casa, o per il giardino, magari con lo stereo al massimo del volume; stasera invece qualcosa non funzionava, quella tenebra quasi totale lo spingeva a guardare il cielo, alla ricerca delle stelle e del loro brillare.
Si divertiva a seguire le luci lampeggianti degli aeri in alta quota, chiedendosi da dove venivano e dove andavano, così come le orbite curve dei satelliti più bassi.
Ma non vide nulla fra le stelle apparentemente fisse, nulla se non una strana luce. Si muoveva lontana, almeno in apparenza, disegnando uno strano percorso ad otto, senza alcun senso. Non vide le luci lampeggianti tipiche degli aerei.
"Forse è un aereo militare in addestramento, ed è molto lontano" pensò, senza tuttavia crederci molto.
Improvvisamente la luce si divise in due, due luci che iniziarono uno strano balletto.
Sempre più perplesso, rimase ad osservare, finché la sigaretta che aveva fra le mani non gli bruciò le dita.
Si alzò di scatto, maledicendo la sua idiozia, e corse in casa a mettere il dito sotto l'acqua del rubinetto. Pochi secondi dopo tornò in veranda, ma nel cielo non c'era più nulla.
"Maglio andare a letto".
Si fermò al frigo, versandosi un piccolo bicchierino di Vodka, mentre dalla foresta proveniva un discreto baccano. Sembrava che gli uccelli e gli altri animali si fossero improvvisamente messi a discutere.
Poi finì tutto in un secondo, come se qualcuno avesse di colpo azzerato il volume.
Non si era ancora portato il bicchiere alla bocca che tutto iniziò a tremare.
Un forte rumore, una potente luce che penetrava da ogni finestra, illuminando tutto a giorno. Il bicchiere gli cadde di mano, spaccandosi sul pavimento.
In un attimo si ritrovò combattuto fra il correr fuori, o lo stare ben chiuso in casa, una casa che sarebbe potuta crollare per quel terremoto, o...
Fermo.
La casa non si muoveva più, e la luce era scomparsa.
Con lentezza andò verso la porta, impaurito come non mai.
Poi sentì bussare, due tocchi forti sulla porta di legno, due inequivocabili 'toc-toc'.
D'istinto spense la luce, camminando spalle al muro, senza neppure sapere perché.
Poi il suono del campanello.
"Ma cosa diavolo, cosa ... chi può essere a quest'ora ?" Si impadronì di un grosso coltello da cucina: " Chi è ?"
"Signore è in casa ?"
Una bella voce maschile, piena e piacevole, lo raggiunse, Riconobbe un inequivocabile accento milanese.
"Signore, non so se è l'ora giusta questa, non vorrei disturbarla, ma potrei parlarle un attimo ?"
Marco si sentì riavere; chiunque fosse non erano certo ne fantasmi ne lupi mannari, ed adesso l'avrebbero sentito !
"Un attimo !" Urlò alla volta della porta; abbandonò il coltello sopra il frigorifero e corse in camera. dal terzo cassetto tirò fuori la vecchia ma efficiente Beretta carica, che deteneva con la licenza per il tiro a segno. 'Arancia meccanica' l'aveva visto più volte, non l'avrebbero fregato. Al primo scherzo gli piantava una palla in testa, sapeva di esserne capace.
Riaccese la luce dell'ingresso, andò alla porta e la spalancò di colpo, facendo contemporaneamente due passi indietro, e tenendo la Beretta ben puntata sulla soglia.
Neppure un attimo dopo la pistola gli cadde di mano, producendo un tonfo sordo sul vecchio tappeto.
Bloccato dalla sorpresa, e dalla paura, mise pian piano a fuoco l'essere alla porta.
Era alto più di due metri, un corpo esile vestito (vestito ?) con una specie di tuta arancione dai riflessi metallici. Il viso era sproporzionato al resto, con due enormi occhi neri ed inespressivi, senza pupille, una piccola bocca da pesce e due esili braccia lunghissime. Realizzò che, alla fin fine, era piuttosto aderente alla figura classica dell'alieno nell'immaginario collettivo. ma questo era davanti a lui.
Si ritirò lento verso il muro, camminando all'indietro, incapace di fare qualunque cosa. Il cuore sembrava scoppiargli.
L'essere entrò, con innaturale grazia, e per prima cosa raccolse la pistola di terra.
"Le è caduta questa signore', desse porgendogliela col suo braccio esile, che terminava con una lunga mano con quattro dita.
L'istinto lo portò ad afferrare la pistola,  che si strinse al petto, incerto sul da farsi.
"Signore, son certo che non è l'orario giusto ma deve perdonarmi, ho molte lacune riguardo le vostre usanze." A marco sembrò di intuire un sorriso su quella bocca impossibile: "Signore, posso rubarle solo un attimo ? Vorrei proporle alcune delle nostre pubblicazioni."


Salute e Latinum per tutti !

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Risposte a questa discussione

Eheheh, un piccolo omaggio...

Salute e Latinum per tutti !
E' di Roberto, ma oggi abbiamo problemi a postare qui:
Il passaggio dalla luce piena e diffusa terrestre al buio dello spazio esterno fu molto emozionante.
“Un'arancia blu.” pensò. La definizione non era sua ma era azzeccata. Mentre la navicella si allontanava dalla terra fu sopraffatto dall'emozione: da una parte la sua casa, quella sfera un po' schiacciata sui poli, bella e delicata, dall'altra il vuoto cosmico. L'assenza di punti di riferimento fece aumentare vertiginosamente le sue pulsazioni, che si calmarono di fronte alla familiare presenza della luna.
Incredibile. Non riusciva a pensare ad altro, tranne che forse allo psico sogno con Marta protagonista.
“Signore alla guida del veicolo “Genoacampione”, per favore si fermi e accosti...Polizia galattica.”
“Che? Ma io non..”
“Non preoccuparti Marco, la nave reagisce al tuo pensiero e corregge le incongruità” intervenne Giorgio “adesso calmati e sgombra la mente.”
“Signore lei è alla guida di un veicolo di classe R in un'area a traffico limitato. Ha le autorizzazioni?”
“Il signore è residente, agente.” rispose Giorgio per lui.
“Questa è un'eventualità che il codice non prevede. I veicoli di classe R non possono essere usati in prossimità di pianeti abitati e questo, se pur di animali inferiori e privi di coscienza, ci risulta esserlo. E' meglio se mi segue in centrale.”
“Agente le assicuro che ce ne stavamo andando...”
“Guardi non mi faccia perder tempo...”
“Merda!”
Marco stava pensando intensamente che sarebbe voluto essere il più lontano possibile da lì, quando gli scappò l'esclamazione.
“Ah interessante,”commentò Giorgio “ci diamo alla vita da fuorilegge?”
Virgolette e quant'altro ?

Salute e Latinum per tutti

ps: non sei obbligato a scrivere se non stai bene.
Scritto con un programma di video scrittura e poi copiaincollato: nel passaggio la formattazione è andata in vacca. Inoltre ieri anche se in homepage segnalava la mia aggiunta, non riuscivo a visualizzarla, da qui ho chiesto a te ( dopo vari tentativi ).

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