Turno di notte

La notte porta consiglio ? Kruaxi a ruota libera.

Leggo questo articolo e mi chiedo se ci sono o ci fanno:

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-11-12/cgil-riparte-gio...

La Camusso dovrebbe cortesemente spiegare che differenza c'è fra un disoccupato di 25 anni e uno di 50 e perchè bisogna partire dai "giovani" (quanto giovani? Fino, mettiamo ai 25 anni? Se uno ha 25 anni e 1 giorno è un "vecchio"?)

Ah forse ho capito, un cinquantenne magari ha una famiglia e quello che perde magari è l'unico stipendio che entra in casa, quindi che? S'impicca perchè il suo sindacato, quello che magari ha pagato per 30 anni, deve pensare ai "giovani"?

Se invece si partisse dai disoccupati, non sarebbe più equo e coerente, visto che la sinistra parla di eguaglianza?

Grande sconforto nel vedere questa gente creare mille categorie e sottocategorie per poi non risolvere nulla....

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Commento da Roberto su 13 Novembre 2010 a 12:47
I fondi pensione sono gli strumenti tecnici individuati dal legislatore per realizzare la previdenza complementare o pensione complementare, aggiuntiva rispetto a quella erogata dagli enti pensionistici obbligatori. Nel consiglio di amministrazione del fondo siedono le rappresentanze sindacali e delle aziende, eletti a livello nazionale. ( fonte: Wikipedia, voce Fondo pensione )
"Il tasso di adesione (rapporto tra iscritti e occupati) tra i lavoratori dipendenti si
attesta a fine 2009 sul 26,9%. La distribuzione per età degli iscritti in raffronto con
quella dell’occupazione nazionale evidenzia una minore partecipazione dei giovani:
la fascia di età più rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni
." ( fonte: Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) )
Devo aggiungere qualcosa o è abbastanza chiaro?
Commento da Marco Lombardi su 13 Novembre 2010 a 13:18
Chiaramente ai fondi pensione non possono aderire i giovani; non hanno un lavoro e, se ce l'hanno, non è regolato da un CCNL. Il problema c'è ed è enorme: l'Italia ha tradito una generazione intera. Ma forse c'è da dire che le generazioni tradite sono più d'una. Mi sembra riduttivo che adesso si parli solo di questi non meglio specificati "giovani". C'è un'intera fascia di lavoratori, 40-50enni con famiglia a carico, espulsi dal mondo del lavoro durante la crisi del 2009.
I giovani devono essere inseriti in azienda, con un regolare percorso di formazione e inserimento, come i loro padri e nonni. Ci mancherebbe. Ma vorrei anche sentire parlare di percorsi di riqualificazione professionale per i tanti lavoratori che hanno perso il lavoro e che sono "giovani" per la pensione ma "vecchi" per le aziende. Cosa facciamo di loro? Li facciamo morire di fame o accettiamo con fatalismo che vadano a far parte di quel famoso PIL sommerso, autentica piaga italiana?
Io sono stato per anni in FIOM CGIL, i più cattivi e incazzati, e dico che il sindacato, così come la sinistra, deve darsi una bella svecchiata e ritrovare la sua vocazione di difesa di tutte le fasce deboli della società, a prescindere da questioni di età, sesso, razza, religione, condizione sociale.
Sono molto arrabbiato con questa sinistra....
Commento da Roberto su 13 Novembre 2010 a 14:49
Quello che volevo dire è che se il sindacato nazionale decide di fare una campagna sui giovani:
1) è solo una campagna,
2) il sindacato ha interessi anche economici da tutelare,
3) in Italia comunque non si sbaglia mai a fare un pò di demagogia sui poveri lavoratori sfruttati che non si possono permettere di metter su famiglia,
4) un pò di strumenti per la riqualificazione professionale il fondo sociale europeo li mette a disposizione,
5) se fai un attimo mente locale ti dovresti ricordare che gli strumenti veri di mobilità sociale ed economica negli ultimi anni sempre dai governi di centro-sinistra son venuti ( ricordi le "lenzuolate" di Bersani o i fondi erogati attraverso Sviluppo Italia all'epoca del governo D'Alema? ),
6) che la situazione sia di merda tendente allo sfacelo cominciamo ad essere in tanti ad accorgercene.
Commento da Giulio su 13 Novembre 2010 a 20:03
MA qui siamo al non-sense totale.
Riguardo il punto 6: che facciamo gridiamo di non fare l'onda o facciamo qualcosa? E come?
Commento da Marco Lombardi su 13 Novembre 2010 a 20:10
Roberto, grazie per avermi ricordato le lenzuolate di Bersani, uno dei pochi che stimo...mi hai confortato, davvero! :-)
Apprezzo anche il tuo approccio critico-cinico (in senso buono) alla sinistra, che si evince dai punti 2 e 3.
Sulla riqualificazione prevista dagli FSE, non so come vanno le cose in centro Italia, qui in Lombardia sono una goccia nel mare, secondo me.
ciao
Commento da Marco Lombardi su 13 Novembre 2010 a 20:16
ecco un articolo che conferma il punto 2 di Roberto: http://www.corriere.it/economia/10_novembre_13/giovani-sindacati-fu...
Certo, interessi non solo economici, ma anche di autorevolezza e rappresentatività del sindacato.
Commento da Roberto su 13 Novembre 2010 a 23:05
Caro Giulio, già che non siamo più io e te e basta, è già tanto.

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