Turno di notte

La notte porta consiglio ? Kruaxi a ruota libera.

Sicuramente un segno dei tempi, il fatto che per definire un gesto che non avveniva dal 1417, la stampa abbia usato la parola, di sapore così aziendale, “dimissioni”.

In realtà il Papa non si è dimesso; in quanto sovrano di uno Stato, egli ha abdicato.

Anche questo particolare, se vogliamo piccolo, fa capire, a livello semiologico, la confusione dei tempi in cui viviamo. 

Quella paroletta fuoriposto, stonata:  “dimissioni” può aiutarci a capire la crisi profondissima di valori in cui versa la nostra civiltà,  della quale un sintomo evidente è proprio il misvalore attribuito alle parole.   

Gli esempi non mancano: non solo le le abdicazioni diventano dimissioni, ma i tagli selvaggi al welfare diventano “spending review”  cioè  una più rassicurante e virtuoseggiante “revisione”;  le persone rimaste senza lavoro e senza pensione sono definiti “esodati”, dimenticando che in questo caso “esodo” è sinonimo di disperazione e di abbandono, non di viaggio di speranza verso una Terra Promessa.

Confusione di parole, confusione di idee, assenza di punti di riferimento, perché le realtà che da secoli abbiamo scelto come capisaldi su cui articolare la nostra civiltà, la nostra weltanschaung stanno crollando a una a una: la democrazia rappresentativa, che ormai non rappresenta più nessuno, l’economia di mercato, che da fattore di redistribuzione della ricchezza è diventata strumento di oppressione di interi popoli, la libera impresa, che non fornisce più nessuna garanzia di lavoro e di produzione di beni, la cultura, che non è più riconosciuta come fattore  di sviluppo e di ascesa sociale. Infine la Chiesa cattolica, ormai autoreferenziale e incapace di agire in modo incisivo sui problemi dei nostri tempi.

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